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aprile 19, 2014 Lascia un commento

 

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I Sassi del Paranal

marzo 14, 2013 2 commenti

Image

Ogni tanto faccio una pausa… qualcuno che mi conosce dice che ogni tanto lavoro fra una pausa e l’altra…

Ho acceso il mio toscano e, mentre la gente qui si affanna per la visita della Principessa di Danimarca, io ne approfitto per fare due passi nel deserto, e per raccogliere qualche sasso da portare a casa.

E’ incredibile la varietà… uno si aspetterebbe di trovare solo sabbia e qualche roccia, invece trovo sassi di tanti tipi e colori: rossi, verdi, blu, neri, con schegge di metallo e qualcosa che somiglia al marmo.

Poi guardo verso il blu del cielo, e mi rendo conto che tutto questo era già lì, 5 miliardi di anni fa, e che è stato plasmato da 4 miliardi e mezzo di processi lenti e meravigliosi sulla Terra.

E poi, ancora, mi rendo conto che tutto ciò era già stato scritto, in quel seme inimmaginabile che chiamiamo Big Bang, 14 miliardi di anni fa.

Era già tutto lì: i sassi del Paranal, gli esseri viventi, le Supernovae che esplodono e disseminano nell’Universo i semi della vita.

Siamo dei piccoli primitivi, che hanno solo ora iniziato a balbettare le prime vocali della conoscenza dell’Universo.

Mi viene in mente che non conosciamo neanche il motivo per il quale, stando su una giostra, ci sentiamo spinti verso l’esterno. “Forze non-inerziali”, le chiamano i Fisici.

Da cosa siano originate, ancora nessuno lo sa. L’unica idea a riguardo è del fisico austriaco Mach:

L’inerzia di ogni sistema è il risultato dell’interazione del sistema stesso con il resto dell’universo. In altre parole, ogni particella presente nel cosmo ha influenza su ogni altra particella.”

In altre parole, ogni volta che prendo in mano un sasso del Paranal, l’intero Universo lo sa.
http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_Mach
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Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.

gennaio 7, 2013 Lascia un commento

https://i1.wp.com/ned.ipac.caltech.edu/level5/March08/Mayer/Figures/figure3.jpg

Probabilmente, uno dei problemi più importanti dell’Astrofisica contemporanea è quello di capire come si sono formate le galassie.

Certo, una idea l’abbiamo: si sono formate tutte sostanzialmente nello stesso periodo della storia dell’Universo, poche centinaia di milioni di anni dopo l’evento che chiamiamo “Big Bang”. E, certo, la Gravità è la forza che ha guidato il processo di formazione. Strana forza la Gravità: è di gran lunga la forza più debole delle quattro forze fondamentali, ma è l’unica che modella l’Universo, su larga scala.

“Come” si siano formate, e perché la distribuzione delle galassie sia filamentare (come nella simulazione al computer mostrata nella foto), piuttosto che omogenea è, a tutt’oggi, un mistero non risolto.

Image

Per spiegare la nascita e la struttura delle galassie, siamo stati ad invocare l’esistenza di una strana materia, non composta dalle particelle elementari che conosciamo, e che non emette luce… abbiamo chiamato questa materia “Dark Matter”.

In questo scenario, le galassie si sono formate per aggregazione successiva di “mini-galassie”, ognuna di esse immersa in un gigantesco alone di Dark Matter.

Non contenti, siamo andati a cercare i “resti” della Creazione intorno alle galassie, scovando decine di mini-galassie satelliti, apparentemente ancora immerse nei loro aloni di Materia Oscura.

C’è qualcosa che non torna: nell’Aprile del 2012, un gruppo di ricercatori europei annuncia che le galassie satelliti della nostra galassia, la Via Lattea, sono disposte non casualmente, ma formano un gigantesco Anello, che circonda la nostra galassia. Mmmmmm… strano, perché secondo il paradigma della Dark Matter, non è questa la disposizione che ci aspettiamo…

http://arxiv.org/abs/1204.5176

Oggi, i TG hanno dato grande risalto ad una eccezionale scoperta di un astronomo quindicenne… è figlio d’arte, il papà Rodrigo Ibata è uno degli astronomi in prima linea, nello studio della nascita delle galassie. Il quindicenne Neil ed i papà Rodrigo, insieme ad un team internazionale, hanno scoperto che intorno alla Galassia di Andromeda, la nostra “vicina” cosmica, le mini-galassie satelliti si dispongono anche esse seguendo un Anello.

http://arxiv.org/abs/1301.0446

La Via Lattea non è dunque l’unico caso… Come sempre è successo nella storia della conoscenza, ogni qualvolta siamo stati al cospetto di qualcosa che non riuscivamo a spiegare, la conoscenza ha dovuto fare un balzo in avanti, per poter raggiungere la spiegazione più adeguata.

Siamo all’alba di un nuovo balzo?

Link “Istituzionali”

gennaio 5, 2013 Lascia un commento

Poiché sulla Rete ormai girano bufale politiche di tutti i tipi, un po’ messe ad arte da abili (abili?) raccontafandonie interessati, un po’ da semplici irresponsabili, di seguito i link istituzionali che sono andato a controllare di persona, perché “fidarsi è bene…”.

I siti elencati non solo sono utili per scoprire le panzane da social network più comuni, ma anche l’unico riferimento per avere una idea corretta di come funziona lo Stato. Tutto il resto è, a mio modo di vedere, falsa informazione.

Non troverete miei commenti politici. Sebbene abbia l mia idea, penso sia più corretto che ognuno tragga le proprie onclusioni, dopo aver letto le informazioni, oggettive ed ufficiali.

Concludo questo breve post con una considerazone: l’idea che stanno cercando di far passare è che la classe politica sia, “in toto”, corrotta ed interessata. Io credo invece che i farabutti siano, invece, una piccola percentuale. Credo anche che il rispetto della Costituzione e delle Istituzioni sia l’unica via, per un popolo civile, per migliorare sé stesso.

E’ il senso dello Stato ciò che ci può far uscire dal baratro.

Stipendio Parlamentari –> http://www.camera.it/383?conoscerelacamera=4

Legge “Cirenga” –>  http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede_v3/Attsen/Sena.html

Numero di Parlamentari –> http://it.wikipedia.org/wiki/Parlamento_della_Repubblica_Italiana

Manifestini elettorali nel sito della Presidenza del Consiglio –> http://www.governo.it/presidenza/index.html

Un (salutare) ripasso della Costituzione –> http://www.governo.it/governo/costituzione/principi.html

Il Cielo delle Canarie 1

dicembre 31, 2012 2 commenti

19 maggio 2006…

roque-de-los-muchachos-observatory-la-palma-thumb18138192

Sono al Roque, ed ho una notte libera prima di iniziare il mio lavoro
al TNG (nella foto).
Questa volta ho scelto di portarmi il mio rifrattore da 8 cm f/5 su
treppiede fotografico: nessun allineamento con il polo, nessuna
inizializzazione del computer di puntamento, ma solo tanta libertà….
Il cielo promette subito bene: il tramonto è di un arancio cupo ed il
cielo è indaco… compaiono le prime stelle ed io mi cerco una
postazione adatta. Alla fine decido per rimanere vicino alla
Residencia dell’istituto: c’è qualche luce che viene da qualche
finestra, ma è come se non ci fosse…
Comincio con il puntare subito Giove, giusto per collimare il
cercatore: le lune di Galileo sono tutte e quattro lì, e Giove è quasi
abbagliante.
Faccio fatica ad individuare il Leone, le stelle sono veramente tante!
Proprio ad est del Leone, allo zenith, sono incuriosito da una
spruzzata di stelline di luminosità pressapoco costante, disseminate
in qualche grado in cielo. Punto il tele e rimango a bocca aperta
(avverrà diverse volte durante la serata): le stelle sono decine
(molte più delle 30 riportate sul mio fido Tirion) e sono uno
spettacolo incredibile. E’ l’ammasso stellare di Coma.
A sud, basse sull’orizzonte, sono incuriosito da un gruppo di stelle
che non conosco, e decido di esplorare la zona. Le stelle sono
proiettate proprio nella direzione della cupola del William Herschel
Telescope, da 4 metri. Mi metto allora in testa di fare una foto
carina con la cupola e le stelle di sfondo, e punto il mio Vista. E lì
mi appare LUI, e quando dico LUI intendo il MOSTRO, cioè l’ammasso
globulare Omega Centauri….

NGC_5139SST.

un milione di soli che brillano tutti
insieme da una distanza relativamente piccola… sono abituato alla
vista degli ammassi globulari, ma LUI è veramente unico…. mentre lo
guardo, mi viene in mente tutta la letteratura scientifica degli
ultimi anni: so bene che, a differenza degli altri ammassi globulari,
LUI è formato da stelle di generazioni diverse, come se fosse una
galassia. Anche la forma non è sferica, ma ellittica. Probabilmente
hanno ragione quanti sostengono che Omega Centauri è quello che resta
di una galassia satellite della Via Lattea, che la ha ingoiata con il
suo appetito gravitazionale. A questo punto mi viene subito in mente
di fare un confronto con il “grande” ammasso M13, nell’Ercole (ma dove
diavolo è l’Ercole, con tutte queste stelle??), di cui noi,
osservatori del Nord, andiamo tanto fieri. Il confronto non c’è, M13 è
una pallida macchiolina di luce a confronto.
Sono nel Centauro, dunque. Decido allora di farmi un giro. Trovo
subito, poco a nord di Omega Centauri, un altro “mostro del cielo”, la
radiogalassia Centaurus A. Non riesco a vedere la banda di polvere che
separa le due galassie in collisione, ma noto distintamente la sua
forma irregolare. Ad est di Omega, invece, fa bella mostra di sè
l’ammasso aperto NGC 5460, spettacolare anche se molto basso.
Continuando verso est incontro le stelle del Lupo, ma non mi ci
soffermo perchè sono subito attratto da una vecchia amica, la rossa
Antares. A differenza di altri cieli, il suo fido compagno, l’ammasso
globulare M4, è subito evidente ed è spettacolare anche con soli 8 cm
di telescopio. Mi fermo, guardo tutto il cielo ad occhio nudo, e
decido di cambiare orizzonte. A nord-ovest scorgo una macchiolina
chiara in cielo, con vicino una stella che non brilla: non ho dubbi,
sono l’ammasso aperto M44, in Cancer, e Saturno. M44 è fantastico a
bassi ingrandimenti, le stelle dell’ammasso entrano (quasi) tutte nel
campo, e Saturno sembra una piccola miniatura. Quello che veramente mi
sconvolge, però, è una seconda macchia di luce, immediatamente a sud
di M44. Non possono esserci dubbi, è l’ammasso aperto M67.
Incredibile: si vede ad occhio nudo! Al telescopio è una struttura
piuttosto compatta di stelline, leggermente allungata. Mi viene in
mente che il suo diagramma colore-magnitudine somiglia molto a quello
degli ammassi globulari, e penso subito che solo grazie alla sua
compattezza ha potuto conservare per miliardi di anni la sua identità,
pur essendo un ammasso aperto.
A sud del Cancro, è evidente la testa dell’Hydra. Finalmente un cielo
dove riesco a seguire tutto il corpo del mostro, lungo oltre 100 gradi
in cielo. Non riesco a vedere il “fantasma di Giove”, la planetaria
NGC 3242, ma riesco a trovare l’ammasso globulare M68: è una bella
soddisfazione, visto che sono almeno tre anni che studio le sue
variabili! Una rapida occhiata all’atlante, e mi metto a cercare la
galassia M 83, che si fa trovare subito: è maestosa, con soli 8 cm non
si vedono i bracci di spirale, ma il nucleo centrale è brillantissimo,
e si nota una sorta di disuniformità nella distribuzione di luce. È
incredibile: non pensavo fosse così bella.
Entusiasmato da questa galassia, tento allora il colpaccio: il mio
atlante mi dice che a metà strada fra Spica e le stelle settentrionali
del Corvo c’è la Sombrero, la galassia M104. La trovo subito, è una
distribuzione di luce con i bordi molto netti, e mi sembra quasi di
vedere la banda centrale di polvere. Mi viene in mente un’immagine
dell’ESO, fatta – mi sembra – con il VLT, dove la galassia è
circondata da una miriade di batuffolini luminosi, i suoi ammassi
globulari.
La Chioma di Berenice intanto è sempre lì, e so che c’è un ammasso di
galassie da qualche parte. Mi metto a girare come un matto ed alla
fine mi imbatto in qualcosa che mi estorce una imprecazione: sembra un
ammasso aperto, con le stelle molto sfocate…. ovviamente la messa a
fuoco non c’entra, dato che mi sono imbattuto nel centro dell’ammasso
di galassie di Coma-Virgo… lo spettacolo è un incanto, e non ci
provo neanche ad identificare le singole galassie. Ognuna di quelle,
però, ha una massa di diverse centinaia di miliardi di masse solari,
quindi realizzo che nel campo ci sono migliaia di miliardi di soli che
mi guardano…
Mi fermo un attimo, e guardo verso est… scheiss!, impreco in tedesco
(chissà perchè): si sta alzando una fastidiosissima foschia. Dopo
qualche minuto, però, mi rendo conto che la fastidiosissima foschia si
sta alzando con velocità siderale… diavolo, è la Via Lattea! O
meglio, sono le sue propaggini piú esterne, che in Italia, anche dal
Pollino, non avevo mai visto così bene…. delicatissime trame di nubi
oscure e lembi luminosi…
Mando al diavolo l’atlante, e mi metto a correre lungo la Via Lattea,
imbattendomi in numerosi ammassi aperti e globulari, arrivo nella
Lyra, saluto velocemente la planetaria M 57 e poi mi butto a capofitto
nella Croce del Nord, il Cigno: è un’orgia di M, di NGC e di IC che
non mi do’ pena di identificare.
Vorrei aspettare Sua Maestá il Sagittario, che porta con se’ il centro
della Galassia, ma dovrei aspettare molto e l’idea di un caffè caldo e
di una bella dormita prende il sopravvento. L’appuntamento è solo
rimandato.

Sono al Roque, ed ho una notte libera prima di iniziare il mio lavoro
al TNG.
Questa volta ho scelto di portarmi il mio rifrattore da 8 cm f/5 su
treppiede fotografico: nessun allineamento con il polo, nessuna
inizializzazione del computer di puntamento, ma solo tanta libertà….
Il cielo promette subito bene: il tramonto è di un arancio cupo ed il
cielo è indaco… compaiono le prime stelle ed io mi cerco una
postazione adatta. Alla fine decido per rimanere vicino alla
Residencia dell’istituto: c’è qualche luce che viene da qualche
finestra, ma è come se non ci fosse…
Comincio con il puntare subito Giove, giusto per collimare il
cercatore: le lune di Galileo sono tutte e quattro lì, e Giove è quasi
abbagliante.
Faccio fatica ad individuare il Leone, le stelle sono veramente tante!
Proprio ad est del Leone, allo zenith, sono incuriosito da una
spruzzata di stelline di luminosità pressapoco costante, disseminate
in qualche grado in cielo. Punto il tele e rimango a bocca aperta
(avverrà diverse volte durante la serata): le stelle sono decine
(molte più delle 30 riportate sul mio fido Tirion) e sono uno
spettacolo incredibile. E’ l’ammasso stellare di Coma.
A sud, basse sull’orizzonte, sono incuriosito da un gruppo di stelle
che non conosco, e decido di esplorare la zona. Le stelle sono
proiettate proprio nella direzione della cupola del William Herschel
Telescope, da 4 metri. Mi metto allora in testa di fare una foto
carina con la cupola e le stelle di sfondo, e punto il mio Vista. E lì
mi appare LUI, e quando dico LUI intendo il MOSTRO, cioè l’ammasso
globulare Omega Centauri…. un milione di soli che brillano tutti
insieme da una distanza relativamente piccola… sono abituato alla
vista degli ammassi globulari, ma LUI è veramente unico…. mentre lo
guardo, mi viene in mente tutta la letteratura scientifica degli
ultimi anni: so bene che, a differenza degli altri ammassi globulari,
LUI è formato da stelle di generazioni diverse, come se fosse una
galassia. Anche la forma non è sferica, ma ellittica. Probabilmente
hanno ragione quanti sostengono che Omega Centauri è quello che resta
di una galassia satellite della Via Lattea, che la ha ingoiata con il
suo appetito gravitazionale. A questo punto mi viene subito in mente
di fare un confronto con il “grande” ammasso M13, nell’Ercole (ma dove
diavolo è l’Ercole, con tutte queste stelle??), di cui noi,
osservatori del Nord, andiamo tanto fieri. Il confronto non c’è, M13 è
una pallida macchiolina di luce a confronto.
Sono nel Centauro, dunque. Decido allora di farmi un giro. Trovo
subito, poco a nord di Omega Centauri, un altro “mostro del cielo”, la
radiogalassia Centaurus A. Non riesco a vedere la banda di polvere che
separa le due galassie in collisione, ma noto distintamente la sua
forma irregolare. Ad est di Omega, invece, fa bella mostra di sè
l’ammasso aperto NGC 5460, spettacolare anche se molto basso.
Continuando verso est incontro le stelle del Lupo, ma non mi ci
soffermo perchè sono subito attratto da una vecchia amica, la rossa
Antares. A differenza di altri cieli, il suo fido compagno, l’ammasso
globulare M4, è subito evidente ed è spettacolare anche con soli 8 cm
di telescopio. Mi fermo, guardo tutto il cielo ad occhio nudo, e
decido di cambiare orizzonte. A nord-ovest scorgo una macchiolina
chiara in cielo, con vicino una stella che non brilla: non ho dubbi,
sono l’ammasso aperto M44, in Cancer, e Saturno. M44 è fantastico a
bassi ingrandimenti, le stelle dell’ammasso entrano (quasi) tutte nel
campo, e Saturno sembra una piccola miniatura. Quello che veramente mi
sconvolge, però, è una seconda macchia di luce, immediatamente a sud
di M44. Non possono esserci dubbi, è l’ammasso aperto M67.
Incredibile: si vede ad occhio nudo! Al telescopio è una struttura
piuttosto compatta di stelline, leggermente allungata. Mi viene in
mente che il suo diagramma colore-magnitudine somiglia molto a quello
degli ammassi globulari, e penso subito che solo grazie alla sua
compattezza ha potuto conservare per miliardi di anni la sua identità,
pur essendo un ammasso aperto.
A sud del Cancro, è evidente la testa dell’Hydra. Finalmente un cielo
dove riesco a seguire tutto il corpo del mostro, lungo oltre 100 gradi
in cielo. Non riesco a vedere il “fantasma di Giove”, la planetaria
NGC 3242, ma riesco a trovare l’ammasso globulare M68: è una bella
soddisfazione, visto che sono almeno tre anni che studio le sue
variabili! Una rapida occhiata all’atlante, e mi metto a cercare la
galassia M 83, che si fa trovare subito: è maestosa, con soli 8 cm non
si vedono i bracci di spirale, ma il nucleo centrale è brillantissimo,
e si nota una sorta di disuniformità nella distribuzione di luce. È
incredibile: non pensavo fosse così bella.
Entusiasmato da questa galassia, tento allora il colpaccio: il mio
atlante mi dice che a metà strada fra Spica e le stelle settentrionali
del Corvo c’è la Sombrero, la galassia M104. La trovo subito, è una
distribuzione di luce con i bordi molto netti, e mi sembra quasi di
vedere la banda centrale di polvere. Mi viene in mente un’immagine
dell’ESO, fatta – mi sembra – con il VLT, dove la galassia è
circondata da una miriade di batuffolini luminosi, i suoi ammassi
globulari.
La Chioma di Berenice intanto è sempre lì, e so che c’è un ammasso di
galassie da qualche parte. Mi metto a girare come un matto ed alla
fine mi imbatto in qualcosa che mi estorce una imprecazione: sembra un
ammasso aperto, con le stelle molto sfocate…. ovviamente la messa a
fuoco non c’entra, dato che mi sono imbattuto nel centro dell’ammasso
di galassie di Coma-Virgo… lo spettacolo è un incanto, e non ci
provo neanche ad identificare le singole galassie. Ognuna di quelle,
però, ha una massa di diverse centinaia di miliardi di masse solari,
quindi realizzo che nel campo ci sono migliaia di miliardi di soli che
mi guardano…
Mi fermo un attimo, e guardo verso est… scheiss!, impreco in tedesco
(chissà perchè): si sta alzando una fastidiosissima foschia. Dopo
qualche minuto, però, mi rendo conto che la fastidiosissima foschia si
sta alzando con velocità siderale… diavolo, è la Via Lattea! O
meglio, sono le sue propaggini piú esterne, che in Italia, anche dal
Pollino, non avevo mai visto così bene…. delicatissime trame di nubi
oscure e lembi luminosi…
Mando al diavolo l’atlante, e mi metto a correre lungo la Via Lattea,
imbattendomi in numerosi ammassi aperti e globulari, arrivo nella
Lyra, saluto velocemente la planetaria M 57 e poi mi butto a capofitto
nella Croce del Nord, il Cigno: è un’orgia di M, di NGC e di IC che
non mi do’ pena di identificare.
Vorrei aspettare Sua Maestá il Sagittario, che porta con se’ il centro
della Galassia, ma dovrei aspettare molto e l’idea di un caffè caldo e
di una bella dormita prende il sopravvento. L’appuntamento è solo
rimandato.

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Stella Per Stella

dicembre 31, 2012 2 commenti

Immagine

Le ho trovate…. tutte (quasi tutte) le mie note osservative, risultato di oltre dieci anni di scorribande con i miei telescopi.

Nulla di professionale, per carità. Non sono note scientifiche (né potrebbero esserlo), ma piuttosto una raccolta di note “emozionali”. Le osservazioni sono tutte visuali, eseguite in una miriade di siti osservativi, fra l’Italia e l’estero (qualcuna sotto il cielo del Cerro Paranal ed al Roque de los Muchachos).

Sono raccolte in 3-4 quadernetti… tutti iniziati e nessuno mai completato… un altro segno della mia incostanza e volubilità…

Ad ogni modo, saranno tutte raccolte in un file che verrà via via aggiornato e pubblicato su questo blog.

Ah, il titolo di questo post… il bellissimo libro di Piero Bianucci..

Enjoy…

 

Hello world!

maggio 22, 2011 1 commento

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